Archivi del mese: maggio 2009

Rischio imminente

Mia nipote Maria odia essere contraddetta, ha 4 anni portati con disinvolto cipiglio e una passione per i presepi, anche estivi, che la inducono a trascorrere gran parte del tempo libero alla ricerca del Salvatore nei cassetti della nonna.

Sabato, poco prima del pranzo matriarcale, mi si avvicina con una specie di soldatino in mano: è ciò che resta di un lottatore di wrestling, il busto di un energumeno con le braccia aperte in segno di trionfo . Mi guarda e  me lo porge: “Ssio, quetto è Gesù, ma loro dicono di no“.

Mi giro verso di “loro” e trovo un ammasso scomposto di fratelli e cugini più grandi, due dei quali generati direttamente da me, che si scompisciano silenziosamente sul divano, mimando la crocifissione del lottatore e prendendosi giuoco della piccina. Animali preadolescenti senza vergogna e senzaddio.

Trattengo uno sbuffo di ilarità e mi comprimo fino alle lacrime. Nel mio contorcimento incrocio involontariamente lo sguardo severo di mia suocera, donna di immensa cultura, faro della comunità cristiana e da quest’anno pure insegnante di catechismo. Mi attende al varco col sopracciglio alzato.  Mi gioco tutto perché lei sospetta che del Testamento, nuovo o vecchio che sia, io mi interessi solo in caso di cospicue eredità in ballo. Una pressione immensa.

E allora accendo il diaframma,  modulo la voce in la minore, accarezzo la bimba con contegno che vorrei degno di Giovanni XXIII, il Papa Buono, ma forse ricorda padre Ralph di Uccelli di Rovo, le sorrido a lungo e poi dalla bocca mi esce questo: “Sì amore, hai ragione: quello è Gesù, perché lui è ovunque tu lo veda, ovunque tu lo senta.”

I preadolescenti cascano dal divano, mia suocera simula di girare il sugo pur di occultare il singulto, Maria si riprende il wrestler e lo posiziona nella greppia.

Grandissima performance. E’ inutile fare i modesti. 

 

21 commenti

Archiviato in so' ragazzi

Dialetti benedetti

Il cinema neorealista e poi il filone trash dei B movies anni ’70 hanno contribuito ad arricchire il linguaggio italico di espressioni tipiche regionali, in ispecie quelle triviali. Non è raro oggi sentire pirla nelle calde vie di Palermo o minchia a Cagliari o, ancora,  mona ad Ancona (a ridaje).

Il dialetto che più si è annidato nelle nostre quotidiane espressioni è stato  il romanesco, quello di Gassman, di Albertone, ma anche di Bombolo o di De Sica figlio.

Tuttavia, la progressiva romanizzazione della lingua italiana non va esente da controindicazioni e rischi concreti, specie per gli stessi abitanti della Città Eterna,  i quali ormai stentano a distinguere la madre lingua dall’idioma locale.

Capita, così, che una mia amica di Trastevere si ostini ad usare il Topexan come detergente intimo.

1 commento

Archiviato in il mondo

Le verità nascoste.

Dicono ch’io non abbia peli sulla lingua. Un complimento.

Ma s’anche io li avessi,  non sarei degno di biasimo, tradendo, questi, una recente attività di immenso altruismo.

_________________________________________________

ma se Trabucco ci incanta con 30 parole, posso io stomacarvi con 29?

Sì.

20 commenti

Archiviato in il sesso

Class is not water, steek hutsy

Il mio ultimo cliente di oggi, fuggito solo in odore di champions, ha baciato la mano della mia collaboratrice. 45 lui, 29 lei, mica medioevo.

Bon. Lui chiude gli occhi, le prende la mano, la porta alla bocca e la bacia come se Luchino avesse appena detto ciack. Lei sorride. Niente imbarazzo. Forse gratitudine. Assoluta naturalezza.

L’imperituro stile degli uomini di classe.

L’innata femminilità delle donne eleganti.

30 commenti

Archiviato in uomo donna frutto fiore

La crisi è finita.

Il settore del tessile è in netta ripresa.

Sarà perché abbiamo tutti le pezze al culo.

7 commenti

Archiviato in Uncategorized

Splendid Tour 2009

L’ultima curva prima di arrivare a Portonovo (Ancona) mi costringe a rallentare. Lo scenario toglie il fiato. Fermo il cabrio la splendida vetturetta convertibile sul ciglio della strada e mi metto a guardare il Conero che si congiunge al mare, tramite un minuscolo lembo di spiaggia bianca. 

E’ quasi sera, il sole si attarda a baciarmi, il vento mi accarezza i capelli. Mi fa compagnia una farfalla che prima mi gira timidamente intorno, poi si posa sulla spalla e mi annusa il collo.

Sono un uomo felice, io. Perché ho tutto.

__________________________________________________

http://www.fabiofava.it/conero/portonovo/youtubeportonovo.html

27 commenti

Archiviato in i viaggi

Rivelazioni/4

E’ tardi, è tardi, veloce, veloce. 7,21 e hai ancora 9 minuti 9 prima di volare verso il centro. Cerchi le scarpe. Incroci quelle bianche cinesi da Elvis, ma il consiglio di amministrazione non gradirebbe vederti agghindato come Aghi, l’informatore di Starsky e Hutch e allora eccole lì quelle marroni coi lacci. Dai, veloce. Te le metti, tiri i lacci e SNAP. Sì, cazzolina, proprio snap e tu non ne hai di lacci di ricambio e non puoi cambiarti le scarpe perché con quel vestito marrone che altro ci vuoi mettere. Ti sovvengono curiose associazioni tra le divinità e gli animali e poi ti appare lui, un giovane Paolo Villaggio, con una smorfia di disappunto. Quella smorfia. Ti parte un riso convulso e allora scendi follemente allegro per condividere l’ilarità e la leggerezza di quella visione. Ma tanto lei non capirebbe. In quanto donna.

E allora eccola la quarta rivelazione.

Le donne detestano Fantozzi perché sono atavicamente destabilizzate dalla goffa debolezza maschile.

E ora torno nell’acquario umano. 

19 commenti

Archiviato in rivelazioni

Le nozze di Cannes

Il sacerdote, qualche momento prima dell’inizio della cerimonia, si avvicina e chiede alla sposo: “fate la presentazione dei doni?”Lui si gira verso di me in cerca di nozioni catechistiche, di un cenno rassicurante, di un bagliore di conoscenza e invece niente, non arriva nulla. Allora sottovoce mi chiede: “si potrà fare in power point?”

___________________________________________________________

Nell’ordine: W gli sposi. Il più bel matrimonio del mondo. God Bless You.

Grazie alla graziosa Nadine, che mi ha somministrato mojitos con cadenza cartesiana fino a dissetarmi inesorabilmente.

Grazie alla ragazza di cui non ricordo nulla che mi ha fatto ballare sorry seems to be the hardest word, dopo che la mia signora, visibilmente alticcia a allegrotta, ha lasciato la festa.

Chiedo scusa alla US Band per la mia performance alle congas, ma i talenti prima o poi emergono.

E adesso, giuro, ho una comunione.

9 commenti

Archiviato in Uncategorized

Rivelazioni/3

Oggi, che è giorno di nozze per lo splendido fratello musicista e la favolosa Alessandra, sì da metter fine alla scandalosa convivenza nel peccato, mentre riprovo il mio vestito da sposo e decido che  lo indosserò ( sì, trattenendo un po’ il respiro) quale vessillo beneaugurante; mentre mi lavano la macchina da stronzo; dopo aver riposato senza mutande come centinaia (migliaia?) di Voi, dopo aver cenato con due delle donne più stupefacenti del creato, mi si dipana la nebbia mattutina e realizzo.

Realizzo che il matrimonio è come una festa.

Porti sempre qualcosa.

Se ti diverti, sei l’ultimo ad andartene.

Se ti annoi, te ne vai con una scusa, sfruttando spesso il primo passaggio che capita.

—————————————————————-

Ora vado, ché devo pure leggere le preghiere dei fedeli.

6 commenti

Archiviato in rivelazioni

Momento aggregante

Salto da un blog all’altro.

Capto una pressante necessità di sciogliersi dalle gabbie delle convenzioni.

Percepisco un bisogno impellente di liberarsi da desueti vincoli ideologici.

Soffro, come tutti, l’ineluttabile peso dei giudizi altrui.

Intuisco il desiderio di trovare nuovi modi di stare insieme, senza pregiudizi, senza orpelli, senza pelle.

Vi propongo un nuovo modello di aggregazione, che trasuda libertà.

Stanotte dormiamo tutti senza mutande.

_______________________________

Note al testo: Lindalov lo fa già da tempo e ci ha scritto anche un post con il consueto erotico sarcasmo.

41 commenti

Archiviato in il mondo