Doin’ your own dicks
Difficile essere splendidi. Già più facile essere quarantenni.
Succede che vivi con una costante ansia da prestazione, che a volte ti logora, un po’ come lo stress della vita moderna, ma senza carciofone. Succede che ti senti l’invadente sorriso delle masse parentali addosso, che ti trasmette il concetto che tanto tu ce la fai comunque. E infatti tu ce la fai sempre.
Ma lo stato dell’anima splendida impone uno sforzo. L’archè dello splendore è l’autocritica. Assorbire gli appunti intelligenti e costruttivi, dopo che hai imparato a digerirti l’orgoglio, rende oggettivamente migliori. Il tempo fa il resto e magicamente ti trovi a pensarla in modo diverso, logico, corretto, maturo.
Ed è bella la maturità, perché ti fa sentire giusto, pacato, saggio. Ti fa sentire in pace con te stesso e autorizzato a dire sempre quello che pensi. Perché quello che pensi é spesso giusto e, se non è giusto, è comunque concretamente sostenibile.
Ebbene, oggi ho imparato a farmi i cazzi miei.
E vi assicuro che sono un uomo migliore.

Oi, colpo di scena.
non so come mi è venuta in mente quella cosa dei 100 sms
e anche la massima eterna del mio babbo: “boca tasi!”
e anche di quando ti ho detto che hai la lingua più veloce del cervello
però poi ho pensato che magari non ho capito di cosa parli
anfatti
anfatti che farsi i cazzi propri è usato nell’accezione di pensare esclusivamEnte a se stessi e non a non immischiarsi nelle faccende altrui?
Forse è meglio se vado a stendere la lavatrice. Cioè, il contenuto della lavatrice :/
Leggendoti (ma magari non ho capito nulla!) mi è venuto in mente che questo è il genere di lezioni che uno crede di aver imparato nella vita, ma in cui poi ricasca irrimediabilmente alla prima occasione buona… Forse perchè talvolta sono la generosità, la disponibilità d’animo che ci impediscono di farci i c***i nostri… (mi autocensuro). Leggo da un po’ il tuo blog (e intanto cerco di dimenticare uno splendido quarantenne…): beh, complimenti! La
@La: benvenuta. Come diceva Che Guevara: lotta ad oltranza per la miglioranza (la traduzione è dal catalano). Insomma si diventa irrimediabilmente meno disponibili, ma il cambio ci guadagna. La regola dev’essere: nel dubbio taci; poiché tacendo mai si sbaglia (dalla quarta lettera dello Splendido agli Zebedei).
Buon giorno splendido e buon giorno quarantenne!
Stamattina mi sono detta: passo sia dallo splendido che da Alberto a lasciare un saluto, e da entrambi ho trovato un post dove potessi lasciare un salutino.
L’essenza è a mio avviso essere semplicementi se stessi, voler bene a noi stessi e a chi ci circonda…poi lo splendor vien da sè…
Ognuno di noi, nel suo piccolo, deve cercare di essere splendido, ma non per gli altri, ma per se stesso…se siamo splendidi ai nostri occhi, se ci vogliamo bene, se ci diamo una mano nei momenti difficili, se ci diamo un sorriso ma a volte anche una sberlina, saremo splendidi anche agli occhi di chi ci vuole bene.
Un abbraccio stella
Grazie per il benvenuta
…Beh, non posso che darti ragione sul “tacendo mai si sbaglia” (i miei recenti trascorsi lavorativo-personali me lo hanno insegnato o forse mi hanno semplicemente sbattuto in faccia questa amara verità: di norma sono riservatissima e quando decido di parlare, me ne capitano di ogni…!). Però insisto: la disponibilità se ce l’hai dentro, ce l’hai dentro e prima o poi non tarderà a venire fuori (…e te ne pentirai di nuovo e ripeterai a te stesso “potevo farmi gli affari miei anche stavolta!”). “Lotta ad oltranza per la miglioranza” diventerà il mio nuovo motto
sai che una volta ho visto un film in cui rapivano gli umani e li sostituivano con i cloni nati dai baccelli?
Sai che c’è Splendido?
A parte il vecchio ma sempre efficace adagio del “fatti i c@zz tuoi che campi cent’anni” e che ha una sua propria veridicità e fondamento riconosciuto, sono le riflessioni sulla maturità del quarantenne o giù di lì che forse meritano attenzione.
Da giovane, sì insomma da guagliunciello, da sbarbatello si passa la vita a rincorrere gli altri, per avere attenzione, considerazione, per esorcizzare le paure, per tante cose…
Poi con la maturità, forse smetti questa corsa. E tutt’al più rincorri solo te stesso, ma questa è un’altra storia…
I feel good cantava il buon vecchio James Brown e nemmeno lui aveva vent’anni all’epoca
@Chiara: cloni, bacelli? Hai assunto di recente del broccolo fiolaro?
@Elle: ma James Brown è quello di gherappa gheronappa?
@La: ti concedo i diritti di utilizzo sul motto. In tempi di crisi puoi anche usare lotta violenta per la polenta.
@Stella: ho provato a darmi una sberlina, ma mio figlio ha avvertito la nonna e mi hanno riportato in istituto.
@Trabucco: allora vedrai se te la faccio la recensione del tuo prossimo libro “aracnidi e piadine”.
e se cambio titolo? (tipo, “squaquerone forever”)
basta che non mi scrivi gorgonzola blues, ché l’underground ha fatto il suo tempo
affare fatto, e poi il gorgonzola non è di queste parti
neanche il blues se è per quello
neanche il forever
non avere il forever significa intaccare la prospettiva escatologica della romagna. E’ una responsabilità.
vabe’, se la metti sul filosofico alzo bandiera bianca
A chi avresti rovinato la vita?
SQ: sì, sì, proprio lui! e scusami, avrei una piccola richiesta da fare…mica potrei avere una copia della quarta lettera dello Splendido agli Zebedei?
Così, tanto per ampliare la prospettiva escatologica…
@lindalov: ancora non so. Le lamentele sono tuttora in corso. Ti aggiornerò.
@elle: la prospettiva escatologica? La lettera agli Zebedei? Ma che blog frequenti?
non male come miglioramento. ma anche dirigersi l’orgoglio è una gran cosa.
amoilmare: dirigersi e digerirsi? Perchè anche dirigersi l’orgoglio può avere un suo senso. Indirizzarlo verso una meta, per ora ignota ed è meglio che mi faccia un altro caffè stamattina
SQ: mah non so, ultimamente frequento blog un po’ sul lisergico, alimentati a broccolo fiolaro e con una forte propensione allo splendore…
Meravigliosa decisione, decisamente.
si, ne convengo John.
“Doin’ your own dicks” you live one hundred years!
they say (dicheno)
E qua il CEPU mi emerge imponente.
“Senza perdere la tenerezza” di Paco Ignacio Taibo Segundo. libro.
giusto per riacchiapparmi al sususunnominato “Che”.
cioa, api.
Me lo segno. grazie Api
amen
[...] che manca loro e a me è una dose di verde, che invece abbonda nei testi dello Splendido o di questa ragazza qui o – esempio eclatante – di Placida Signora. Qui trovate trenta, [...]
matteo rinaldi .com » Attenti, il vostro è un Black blog ha detto questo su 25 Giugno 2009 a 12:53